P.O.F. - Iniziative per l'Integrazione
INIZIATIVE PER L'INTEGRAZIONE
Nella nostra scuola sono iscritti a frequentare un congruo numero di alunni in difficoltà, sia per handicap da disabilità, che per ritardi causati o da grave svantaggio socio-culturale e/o da turbe nella sfera affettivo-relazionale. Al fine di costruire una "cultura dell'integrazione" che abbia come obiettivo primario il porre attenzione al bambino nell'interezza di tutto il suo potenziale e non solo al suo handicap o disagio, ci si propone di realizzare iniziative didattiche educative che prevedono:
- L'ausilio di una specifica figura professionale, individuata all'interno del Collegio;
- L'osservazione sistematica dei percorsi formativi degli allievi tramite la somministrazione di prove oggettive in ingresso, in itinere e finali;
- L'uso di mezzi multimediali in dotazione dell'Istituto;
- L'utilizzo delle attività di laboratorio;
- La collaborazione attiva con Enti e Agenzie, presenti nel territorio per una "presa in carico" globale del soggetto in difficoltà.
COORDINAMENTO ATTIVITA' ALUNNI H
Al fine di realizzare una migliore integrazione degli alunni in difficoltà, come previsto dai Decreti Delegati (D.D.517/77) e dalla legge Quadro 104/90, la funzione strumentale designata dal collegio docenti sarà volta a utilizzare tutte le risorse, presenti nel territorio e non, necessarie al raggiungimento dell'obiettivo e a coordinare le insegnanti di sostegno e curricolari interessate. L'insegnante incaricata, Greco Isabella, provvederà, quindi:
- al coordinamento delle attività di sostegno;
- al coordinamento del gruppo H;
- a curare le relazioni con gli Enti esterni (ASL, Comune, Provincia)
- la predisposizione della documentazione degli alunni H;
- a coordinare i rapporti con le famiglie, gli operatori socio-sanitari, gli insegnanti curricolari
- al coordinamento di tutte le iniziative legate al C.T.R.H.
In quest'ottica assume una connotazione particolare il ruolo dell'insegnante di sostegno, il quale, in ossequio a quanto suggerito dall'attuale dibattito culturale e dalle più recenti normative, metterà a disposizione le proprie competenze per avviare il superamento della dualità bambino con handicap/insegnante per garantire un reale supporto all'intera classe nell'adozione di strategie e metodologie integrative.
PREVENZIONE E RECUPERO DEL DISAGIO MINORILE E DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA
Nel nostro Istituto Comprensivo il fenomeno in oggetto è fortemente sentito. Proprio per tale ragione non soltanto il Collegio dei docenti ha attivato una funzione strumentale relativa a tale area, ma si è fortemente interrogato e confrontato nella convinzione che esso vada attenzionato. Presupposto fondamentale del confronto sono stati i principi sanciti dal Consiglio Europeo di Lisbona e dalle Risoluzioni successive alla luce dei quali diviene imprescindibile per coloro che operano nella scuola promuovere percorsi personalizzati capaci di far emergere le eccellenze di ciascuno. In particolar modo, preso atto della necessità di un'offerta formativa che risponda efficacemente ed efficientemente alle richieste rilevate in seno all'utenza, si sono attenzionati alcuni aspetti che, alla luce delle recenti indicazioni pedagogiche e normative non possono essere sottovalutate da chi predispone un piano di attività e opportunità di crescita e formazione:
- l'intero sistema educativo è tenuto ad attenzionare il fenomeno della dispersione scolastica nell'ottica della prevenzione, poiché esso non solo riconduce alla dimensione quantitativa dell'insuccesso scolastico che si concretizza con bocciature, ripetenze, abbandoni; ma, diviene nel contempo indice dell'inefficacia dell'azione educativa promossa dalla scuola;
- della necessità di attenzionare e far convergere le differenti forme di sapere che ciascun individuo realizza nell'ambito dei tre diversi contesti di apprendimento (formale, informale, non formale) allo scopo di una loro rilettura nell'ottica della "significatività" e in una prospettiva di unificazione e unitarietà dei saperi; - la necessità di promuovere un processo di formazione che consenta agli alunni di far propri strumenti di pensiero "flessibili" che lo rendano parte attiva di una società sempre più complessa;
- di valorizzare, nell'ambito dei processi di insegnamento-apprendimento, i momenti di socializzazione e umanizzazione che sembrano frantumarsi sempre di più in relazione alla complessità dell'organismo sociale e produttivo;
- di promuovere una formazione in chiave orientativa che, abbandoni la frammentazione delle discipline costruisca un curricolo fatto di interrelazioni e garantisca un'alfabetizzazione dalla qualità elevata;
Sulla scorta di tali "input" il Collegio condivide e fa propria la necessità di attivarsi per elaborare un percorso di promozione della motivazione all'apprendimento e di prevenzione della disaffezione dei giovani nei confronti della scuola nell'ottica della crescita personale.
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